C’è un problema che accomuna molti business users e partners SAP: la difficoltà nel reperire programmatori con competenze specifiche su ABAP.
Il lancio di ChatGPT potrebbe cambiare radicalmente la situazione. La chatbot di OpenAI è infatti in grado di scrivere, correggere e tradurre codice da un linguaggio all’altro. In questo modo, anche programmatori con competenze di Python o Java possono gestire codice ABAP, e viceversa.
Abbiamo integrato le nostre soluzioni di AI con ChatGPT di OpenAI. Grazie a ChatGPT, applicazioni come AIutino e SentiMail offrono ora un’esperienza ancora più fluida e un’affidabilità sempre maggiore.
Abbiamo creato un video che spiega nel dettaglio i vantaggi di ChatGPT per le nostre soluzioni, e come si integra con i servizi di terze parti già in uso.
Il video è disponibile sul nostro canale Youtube: per visualizzarlo basta cliccare qui.
Chiunque abbia avuto a che fare con bambini molto piccoli si sarà accorto di un particolare curioso: la loro costante ricerca di punti fermi e certezze nel caos multiforme della realtà. Questo spiega l’enorme successo (fra i bambini, non sempre fra i genitori!) di certi cartoni animati in cui si ripetono all’infinito le stesse battute e gli stessi gesti.
Pensandoci bene, fino a un paio di secoli fa il mondo reale non era poi così diverso da quello di certi cartoni animati. Le innovazioni radicali, in grado di modificare la vita delle persone comuni su larga scala, sono state per millenni eventi rari. Considerando anche la bassa aspettativa di vita (nell’Italia di inizio ‘900, ad esempio, era di 45 anni circa), non era così infrequente trascorrere la propria esistenza in un mondo senza cambiamenti significativi.
Nell’ultimo secolo la situazione è cambiata radicalmente. Le innovazioni si sono susseguite con una rapidità mai vista prima, strappandoci con forza dalle immutabili certezze del mondo dei cartoni. E tuttavia la nostra prima reazione di fronte alle novità è quasi sempre la stessa: opporre resistenza, ignorarla, continuare come prima.
Vi siete mai imbattuti in recensioni un po’ sconclusionate? Quelle recensioni del tipo “il parco acquatico è originale e divertente, ma ha iniziato a piovere e per questo do due stelle”? Per noi clienti sono causa di qualche risata, ma… per chi si trova dall’altra parte? Cosa avrà pensato l’addetto al customer care del parco acquatico, vedendo il rating dell’attività scendere per una “colpa” non sua? Dovrebbe rispondere al commento? Spiegare le sue ragioni, invitando il cliente a ritrattare?
La verità è che gestire le recensioni richiede ai business B2C di tutte le dimensioni una notevole quantità di tempo ed energie. Alle recensioni, infatti, bisogna rispondere in tempi brevi, soprattutto se sono negative e potrebbero mettere in difficoltà l’immagine aziendale.
Come ridurre costi e tempi nella gestione delle pratiche fiscali o sanitarie e del corredo dei documenti da analizzare?
Per ogni nuovo bonus o agevolazione, a frenare l’entusiasmo dei beneficiari interviene la burocrazia: documenti, certificati, pratiche… Se questo può spaventare un privato cittadino, cosa dire delle aziende che operano professionalmente in questo ambito e si trovano a lavorare quotidianamente con enormi quantità di moduli, scadenze ravvicinate e frequenti modifiche di normative e requisiti?
Grazie allo sviluppo tecnologico degli ultimi anni, queste aziende hanno oggi degli ottimi alleati: Nexit e l’Intelligenza Artificiale, insieme molto efficaci nella velocizzazione dei compiti burocratici e ripetitivi.
A quale film pensate se dico “uomo e macchina”, “lavoro ripetitivo”, “lavoro alienante”?
Verosimilmente in molti avrete pensato all’indimenticabile Charlot di Tempi Moderni e all’enorme, tanto efficiente quanto disumana, catena di montaggio. Sono passati quasi novant’anni dal capolavoro di Chaplin: cosa è rimasto oggi di quel modello di lavoro che trasforma l’uomo in ingranaggio? Oggi, che la produzione industriale è quasi completamente affidata alle macchine, e anche il lavoro agricolo è in gran parte automatizzato?
A ben guardare, i lavori ripetitivi e alienanti non sono spariti ma hanno cambiato settore: quanti impiegati dedicano ancora oggi intere giornate alla compilazione di moduli standardizzati, al copia-incolla di informazioni da un sistema informatico all’altro, alla catalogazione manuale di documenti? Lavori sicuramente meno logoranti da un punto di vista fisico ma comunque monotoni, senza valore aggiunto, e che di certo non esaltano l’umanità di chi li svolge. Insomma, se Charlot si reincarnasse negli anni Duemila non avrebbe in mano una chiave inglese ma un mouse, e magari un paio di occhiali con filtro luce blu sul naso.
In che senso Back to Standard?
Nel settore IT le business applications vengono spesso personalizzate in fase di adozione e avviamento implementativo. Questa è certamente una strategia comoda perché ottimizza il consenso degli utenti nel breve termine, ma comporta nel lungo termine costi di gestione, difficoltà di aggiornamento e perdita di competenze. Come infatti dimostrato dall’esperienza di numerose aziende la personalizzazione, inizialmente ritenuta una risorsa, si rivela un vincolo. All’origine delle personalizzazioni ci sono spesso intenzioni positive, come mantenere l’efficienza produttiva, ma anche rischiosi elementi di staticità, come le abitudini individuali e l’incapacità di superarle. Dal momento che – proprio come accade per il corpo umano – non c’è crescita senza cambiamento, ogni ostacolo al cambiamento si trasforma in un ostacolo alla crescita e all’innovazione. L’innovazione, infatti, non è che il modo con cui le aziende si appropriano degli inevitabili cambiamenti in atto.
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