Non c’è trasformazione tecnologica senza dati. Non a caso vengono spesso chiamati “il petrolio del ventunesimo secolo”: tutti i settori economici – dal marketing alla logistica, dalla GDO al FinTech – traggono enormi benefici dal patrimonio informativo dei Big Data.
Fra i vari ambiti di raccolta e analisi dati, ce n’è uno che sta crescendo con notevole rapidità: quello dei consumi energetici. Conoscere nel dettaglio le proprie abitudini di consumo e le proprie necessità permette infatti di pianificare il futuro e restare competitivi in un periodo di diffusa instabilità internazionale e grandi oscillazioni dei prezzi dell’energia.
Ma proviamo a scendere più nel dettaglio: perché ogni azienda dovrebbe monitorare i propri consumi energetici?
Per la maggior parte delle aziende, l’Intelligenza Artificiale è stata a lungo un argomento astratto e di difficile contestualizzazione nelle esigenze quotidiane del business. Tuttavia, grazie ai notevoli progressi degli ultimi anni, l’AI sta trovando un suo posizionamento all’interno degli ecosistemi aziendali, e le opportunità che offre ai business users sono davvero numerose. Di alcune si parla sempre più spesso – pensiamo agli IDP (Intelligent Document Processing) o ai chatbot per il servizio clienti. Ci sono invece ambiti in cui l’Intelligenza Artificiale sta arrivando molto più lentamente, ma con risultati sorprendenti. Un esempio? Il mondo dei sistemi ERP, a cui dedichiamo questo articolo.
Il 2023 verrà ricordato come l’anno dell’AI: ecco una raccolta degli eventi più importanti.
Esattamente un anno fa, la maggior parte di noi non aveva mai sentito parlare di ChatGPT. Oggi, a un anno di distanza, la situazione è opposta: provate a trovare qualcuno che non conosca ChatGPT, o qualcuno che non abbia una sua opinione (più o meno fondata) al riguardo. È quasi impossibile.
In effetti il 2023 è stato un anno incredibile per l’Intelligenza Artificiale. Dal boom dell’AI generativa alle controversie legali, da DALL-E a Bard, siete pronti per uno year review del 2023 a tema AI?
Abbiamo creato una sorta di “Ultimate guide to AI Prompt Engineering” che, sulla base dei progetti portati avanti da Nexit, raccoglie tutte le nostre dritte e riflessioni su come creare e ottimizzare prompt per l’Intelligenza Artificiale. Sei un’azienda, uno sviluppatore o un manager interessato all’adozione di soluzioni AI, sei nel posto giusto!
Il Piano Industria 4.0 è stato pensato dal Ministero dello Sviluppo Economico per accompagnare il tessuto imprenditoriale italiano nella quarta rivoluzione industriale. Dal 2017, infatti, sempre più imprese hanno avuto accesso a incentivi sotto forma di credito d’imposta per investire in beni strumentali, in formazione 4.0 e in ricerca, sviluppo e innovazione.
Si tratta quindi di un’ottima occasione per sostituire i vecchi impianti con nuove macchine, usufruendo di una riduzione che può arrivare fino al 50% dei costi sostenuti.
Abbiamo letto “Il dominio dei robot”di Martin Ford e abbiamo raccolto sei falsi miti sull’AI da condividere con voi. Non sono i soliti luoghi comuni (“sono pro” o “sono contro”) e ci aiutano a capire meglio dove stia andando l’AI e cosa aspettarci nei prossimi anni.
No, almeno nel breve termine. In generale, molti dei lavori manuali e meno retribuiti richiedono capacità che i robot ancora non padroneggiano, come muoversi in un ambiente complesso e imprevedibile, oppure riconoscere e trasportare oggetti sempre diversi. Per l’AI, infatti, è molto più semplice analizzare enormi quantità di informazioni che prendere una birra dal frigorifero! Le prime professioni che automatizzeremo completamente saranno i “lavori impiegatizi incentrati su attività di routine di analisi, manipolazione, estrazione e comunicazione di informazioni”. I famosi copia e incolla, che di certo non valorizzano la nostra umanità comportano inefficienze.
Il continuo progresso dell’Intelligenza Artificiale (pensiamo al recente ed enorme successo di ChatGPT) ha contribuito ad animare il dibattito sul rapporto fra uomo e macchina e sulla possibilità che la seconda rimpiazzi il primo.
In realtà, l’AI non è per definizione in grado di sostituire completamente l’uomo, ed è sempre più chiaro che l’intelligenza della macchina (intelligenza artificiale) e quella umana (intelligenza autentica) non sono in competizione, ma sono complementari.
Questo ha portato, negli ultimissimi anni, a un cambio di paradigma: la macchina non è più vista come un elemento di sostituzione ma di integrazione, con compiti limitati ad attività standardizzate e ripetitive. Prendiamo ad esempio il contesto aziendale: l’AI è perfettamente in grado di gestire la documentazione ordinaria in modo continuativo. Liberato da tali compiti, l’uomo può dedicarsi alla gestione delle eccezioni, a tasks creativi e alla semplice supervisione di quanto svolto dalla macchina.
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