A quale film pensate se dico “uomo e macchina”, “lavoro ripetitivo”, “lavoro alienante”?
Verosimilmente in molti avrete pensato all’indimenticabile Charlot di Tempi Moderni e all’enorme, tanto efficiente quanto disumana, catena di montaggio. Sono passati quasi novant’anni dal capolavoro di Chaplin: cosa è rimasto oggi di quel modello di lavoro che trasforma l’uomo in ingranaggio? Oggi, che la produzione industriale è quasi completamente affidata alle macchine, e anche il lavoro agricolo è in gran parte automatizzato?
A ben guardare, i lavori ripetitivi e alienanti non sono spariti ma hanno cambiato settore: quanti impiegati dedicano ancora oggi intere giornate alla compilazione di moduli standardizzati, al copia-incolla di informazioni da un sistema informatico all’altro, alla catalogazione manuale di documenti? Lavori sicuramente meno logoranti da un punto di vista fisico ma comunque monotoni, senza valore aggiunto, e che di certo non esaltano l’umanità di chi li svolge. Insomma, se Charlot si reincarnasse negli anni Duemila non avrebbe in mano una chiave inglese ma un mouse, e magari un paio di occhiali con filtro luce blu sul naso.
In che senso Back to Standard?
Nel settore IT le business applications vengono spesso personalizzate in fase di adozione e avviamento implementativo. Questa è certamente una strategia comoda perché ottimizza il consenso degli utenti nel breve termine, ma comporta nel lungo termine costi di gestione, difficoltà di aggiornamento e perdita di competenze. Come infatti dimostrato dall’esperienza di numerose aziende la personalizzazione, inizialmente ritenuta una risorsa, si rivela un vincolo. All’origine delle personalizzazioni ci sono spesso intenzioni positive, come mantenere l’efficienza produttiva, ma anche rischiosi elementi di staticità, come le abitudini individuali e l’incapacità di superarle. Dal momento che – proprio come accade per il corpo umano – non c’è crescita senza cambiamento, ogni ostacolo al cambiamento si trasforma in un ostacolo alla crescita e all’innovazione. L’innovazione, infatti, non è che il modo con cui le aziende si appropriano degli inevitabili cambiamenti in atto.
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